Energia, iWeek: dal Governo un sì convinto all’interrogativo  “Nucleare, si può fare?”

Un sì convinto del Governo all’interrogativo posto dalla quarta edizione di iWeek tenutasi questa mattina a Roma nella sede di Banca Finnat a Palazzo Altieri con i rappresentanti di gran parte delle maggiori realtà del settore energetico e del comparto nucleare italiano. L’iniziativa “Nucleare, si può fare?”, promossa da V&A – Vento e Associati e Dune Tech Companies, ha visto nella seconda giornata romana, dopo il primo appuntamento del 5 ottobre nella Sala Pirelli dell’Agenzia ICE a Milano, la partecipazione del Vice Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che a diverso titolo hanno espresso il fermo consenso in favore dell’opzione nucleare come parte integrante del portafoglio energetico necessario a conseguire l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2050, così come previsto dal green deal dell’Unione Europea.

Il convegno è stato aperto dall’intervento del presidente del fondo specializzato in transizione energetica Tages Holding, Umberto Quadrino, che ha illustrato come sia necessario creare in Italia le condizioni per lo sviluppo del nucleare di nuova generazione che sarà disponibile tra 10-15 anni. “Da qui al 2030 non abbiamo grandi alternative – ha spiegato Quadrino – Il nucleare di nuova generazione sarà disponibile nel prossimo decennio, i biocarburanti inizieranno ad avere un peso, ma ancora marginale, l’idrogeno sarà ancora un esperimento con limitato utilizzo e scarso impatto sul mix complessivo. Non restano che le rinnovabili. Il Piano Energia e Clima della Commissione Europea parla di 9 gigawatt all’anno per i prossimi 10 anni. Un obiettivo tecnicamente realizzabile, ma che si scontra con la lentezza dei processi autorizzativi. La Ue indica un obiettivo di rinnovabili nel mix elettrico molto elevato – ha detto Quadrino – pari ai 3/4 della generazione elettrica totale. Ma anche se raggiungessimo tutti questi obiettivi, il peso delle altre fonti nel mix sarebbe ancora di circa 1/4. E se non   raggiungessimo interamente gli obiettivi nelle rinnovabili, lo spazio sarebbe ancora maggiore. Per questo è doveroso tenere aperte tutte le possibilità, ha concluso Quadrino: “Il nucleare di terza e di quarta generazione ha l’obiettivo di superare i limiti del nucleare di seconda  generazione: ridotte dimensioni, sicurezza intrinseca, utilizzo di combustibili non arricchiti o scorie delle attuali centrali, costi ragionevoli. Sarebbe assurdo non creare le condizioni per il loro sviluppo nel nostro paese”.

“Se si superasse il referendum e si partisse nel 2024 – ha dichiarato nel corso del suo intervento il vice premier Salvini – il 2032 può essere l’anno in cui si accende il primo interruttore del nucleare in Italia. Su questo tema bisogna riflettere senza ideologia, con tanta razionalità, informazione e divulgazione scientifica per superare il dilemma relativo alle fonti di approvvigionamento energetico. Io da milanese – ha concluso il ministro – vorrei un reattore di ultima generazione nella mia città, perché sono convinto che sia energia pulita, sicura e costante”, riconoscendo a Milano il ruolo di primato che le fu già proprio nel 1883 quando, con l’apertura della centrale di Santa Radegonda progettata da Giuseppe Colombo, si dotò della prima centrale termoelettrica italiana e della prima dell’Europa continentale, dopo le centrali
di Holborn a Londra aperta nel giugno del 1882 e di Pearl Street a Manhattan inaugurata nel settembre dello stesso anno.

“Gli esperti mi dicono che il nucleare è fattibile e realizzabile nei primi anni del 2030”, ha invece dichiarato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Fratin, che ha aggiunto: “Non parliamo di nucleare di terza generazione, ma di quarta generazione, di small modular reactor e di fusione. Un impianto simile non avrei problemi ad averlo a Torino. Il mandato che è stato affidato alla Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile – ha aggiunto Pichetto Fratin – è specifico, a tempo e con uno scopo preciso: fornire al governo italiano una road map. Vogliamo ragionare su un’energia che ha una produzione lineare e continuativa e cha ha, però uno strumento che la produca e che dia il massimo della sicurezza. Sono convinto che la richiesta di energia sarà in costante crescita: l’Italia si è impegnata ad arrivare alla neutralità nel 2050 ma, rispetto all’utilizzo dei fossili, che sono il carburante da eliminare, abbiamo ancora della strada da fare e le rinnovabili non saranno sufficienti a dare una garanzia di continuità”.

“Il mio impegno politico – ha detto il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso – fin dall’inizio si è caratterizzato sempre a supporto della neutralità tecnologica, quindi anche all’uso del nucleare che si può fare. Oggi abbiamo un governo e una maggioranza pienamente coesa per raggiungere questo obiettivo, ed io personalmente sono sempre stato convinto di questa opzione”.

I tre panel della mattinata hanno visto impegnati diversi protagonisti del mondo  produttivo, dell’energia, della finanza e delle istituzioni per discutere dell’opzione nucleare in un contesto in cui sono sempre più forti i segnali di un ritorno alla produzione di energia nucleare in Italia. In particolare, sono stati affrontati i temi della geopolitica nucleare con le nuove alleanze dei 12 paesi UE favorevoli all’introduzione del nucleare nella tassonomia green e con il cambio del portafoglio energetico italiano ed europeo; della sostenibilità finanziaria della svolta nucleare; e delle nuove tecnologie che vanno dai moderni small modular reactors ai prossimi micro modular reactors, estremamente versatili e sicuri.

Tra i relatori, la senatrice Silvia Fregolent del gruppo parlamentare Azione-IV-RE, Federico Carminati, cofondatore di Transmutex SA, Riccardo Casale, Amministratore Delegato di Ansaldo Nucleare SpA, Alessandro Cattaneo, Vice Coordinatore di Forza Italia, Nicola Monti, Amministratore Delegato di Edison SpA, Francesco Venneri, Amministratore Delegato di Ultra Safe Nuclear Corporation, e Carlo Massagli, Presidente di Sogin SpA, che in questa occasione ha dichiarato:

“Sogin garantisce la sicurezza, la tutela della salute e dell’ambiente nel decommissioning nucleare applicando standard fra i più stringenti al mondo e con il costante controllo di diversi Enti ed Istituzioni. Ciò, unito al patrimonio professionale dei nostri tecnici altamente qualificati – ha aggiunto il Presidente di Sogin Massagli –– ci permette oggi di contribuire allo sviluppo del settore nucleare, come conferma il recente rinnovo dell’Accordo con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica che designa Sogin come Centro di Collaborazione”.

I lavori, introdotti da Andrea Vento CEO di iWeek e V&A – Vento e Associati, Stefano Donati Vice Presidente di iWeek e da Arturo Nattino CEO di Banca Finnat Euramerica, sono stati chiusi da Emanuele Marcianò, Presidente di iWeek e CEO di Dune Tech Companies.

Per ulteriori informazioni si invita a visitare il sito i-week.it.

La quarta edizione di iWeek “Nucleare, si può fare?” è promossa da V&A – Vento & Associati insieme a Dune e realizzata con il sostegno di Transmutex, Edison, Ansaldo Nucleare, Ultra Safe Nuclear Corporation, Sogin, Campoverde, Banca Finnat, SWG e Volocom Technology e con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione  Lombardia, Enea, Agenzia ICE, Associazione Italiana Nucleare e il Politecnico di Milano.