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Manifesto

Manifesto Speciale I-Week

La sfida delle tre transizioni – energetica, digitale e dell’intelligence –  sarà impegnativa in particolare per quei Paesi che non hanno “visione” e strumenti adeguati per affrontarla.

 

Gli attori della Comunità Internazionale si approcceranno a questa prova competitiva in modo diverso. Ne consegue che il posizionamento geopolitico e strategico degli Stati – così come gli specifici sistemi economici – verranno strutturalmente rivoluzionati. Tutti ne emergeranno in modo positivo o negativo, con un potenziale ridimensionamento del loro ruolo nel mondo. Oltre ad una sfida competitiva, è una vera e propria sfida economica.

 

Il tramontare del modello economico di crescita illimitata porta a dover comprendere in quale misura la grande economia trasformativa della sostenibilità e del contrasto ai cambiamenti climatici potrà garantire la stessa qualità di vita e i medesimi paradigmi tipici della civiltà industriale e post industriale. Può esistere “Growth without Growth” come molti economisti affermano?

 

La transizione energetica potrebbe avere un costo sociale, ad oggi non pienamente valutabile. E’ certo che si realizzerà o meno in funzione del valore delle risorse umane, delle nuove professioni, delle disponibilità finanziarie e della maggiore fluidità e sburocratizzazione dei sistemi. Questo genererà rischi ed opportunità sia di mercato sia di prodotto.

 

Tra le molte variabili, il tempo è infine un fattore di grande importanza; questo inciderà sulla disponibilità delle risorse umane necessarie e sulla possibilità di portare a compimento i progetti inclusi nel PNRR.

 

In questo mutevole scenario è necessario includere i paesi del Sud del mondo che dovranno fronteggiare le conseguenze di un’economia trasformativa che, da un lato, darà minor risalto finanziario alle nazioni produttrici di materie prime e combustibili fossili e, dall’altro, porrà quest’ultime sulla frontiera dei cambiamenti climatici, subendone le conseguenze.

Manifesto Intelligence Week

Le informazioni per alcuni sono il nuovo petrolio: materia prima fondamentale per le decisioni dei policy e dei decision makers.

 

Il mondo dell’Intelligence tradizionale è stato stravolto dalla digitalizzazione dei dati, dell’informazione, della conoscenza e dalla tecnologia degli algoritmi predittivi e dell’Intelligenza Artificiale.

 

La rivoluzione digitale coesiste con la qualità delle informazioni mediate dagli umani e le decisioni, anche di vita e di morte, potranno nel futuro essere delegate all’automazione: supervisionata o meno.

 

La velocità di questo cambiamento epocale sembra lasciare indietro, non solo le riflessioni etiche ma anche le analisi sull’impatto sul futuro del lavoro, dell’occupazione e della competitività dei sistemi paese.

 

Interi settori economici: sanità, agricoltura, militare e difesa, sicurezza e mobilità, verranno stravolti dall’impatto delle tecnologie cognitive e di Intelligenza Artificiale (IA). La leadership economica e politica sarà dei Paesi che guideranno con successo questa transizione, accelerata dalle emergenze sanitarie, ambientali e di sicurezza globale.

 

La Geopolitica del clima e dell’Intelligenza Artificiale sarà l’agenda universale del mondo.

 

Il nostro Paese è pronto? Può giocare un ruolo scientifico, tecnologico, industriale? All’interno di quali relazioni internazionali: UE, NATO, USA, Israele, Cina, Russia? Siamo nelle condizioni di avere prodotti tecnologici al 100% Made in Italy?

 

I settori industriali e della Pubblica Amministrazione, il Governo ed il Parlamento dovrebbero percepirne l’urgenza e la potenziale distruttività nel medio lungo periodo del nostro sistema Paese così come emerso nella crisi COVID.

L’I-Week si propone di fare incontrare policy e decision makers, imprenditori, innovatori, giornalisti per un confronto sul presente ed una diagnosi sul futuro.

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