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Gen 20 Gio 2022
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10:00 am - 11:30 am

La geopolitica della Supply chain dell’energia e delle nuove materie prime

Terre rare tra hard power e smart power: un business non sostenibile ma un’opportunità dell’Italia di riciclaggio, reimpiego e riutilizzo

Una qualsiasi rivoluzione include, per sua natura, rischi e opportunità. La rivoluzione energetica che le attuali generazioni stanno vivendo non trascende da questo schema: i prezzi delle materie prime, infatti, sono in crescita. Secondo Bloomberg Nef nei prossimi tre decenni la transizione richiederà 173 trilioni in materie prime ed investimenti, dal litio del Cile al poli silicone prodotto in Cina.

Un esempio concreto di questo fenomeno è l’insufficiente approvvigionamento di silicio che ha comportato ripercussioni negative in alcuni settori industriali, rendendo difficoltosa la produzione di processori e di memorie informatiche. Una mancanza talmente inaspettata da mandare in crisi la produzione di autovetture, nel frattempo arricchite digitalmente, e dell’industria più in generale.

La competizione per l’accesso a questi materiali, sempre più essenziali in un mondo digitalizzato, è accesa. La Cina, in questo senso, partecipa alla contesa con grande intensità ed è decisa a far suoi i ricchi giacimenti, anche quelli afghani di terre rare. La competizione è tuttavia per pochi e obbligherà gli attori della Comunità Internazionale – specialmente i Paesi occidentali –  a individuare sia le alternative tecnologiche sia nuovi modelli di riciclo, riutilizzo e reimpiego, nell’ottica dell’economia circolare. Il confronto geopolitico, dunque, viene traslato ad una nuova dimensione che non sarà più sull’energia bensì sull’accesso alle materie prime.

Gli Stati Uniti hanno pertanto avviato un piano straordinario per rivitalizzare i vecchi giacimenti di terre rare, precedentemente chiusi in quanto economicamente svantaggiosi rispetto alla più conveniente offerta cinese. Tra i due importanti attori – la Cina e gli Stati Uniti – si inserisce l’Europa, in particolare l’Italia, che deve entrare prepotentemente nella contesa per avere un ruolo strategico e un tornaconto logistico ed economico per la stessa industria europea.

Moderatore: Massimo Zaurrini, Direttore Africa e Affari e InfoAfrica

Keynote Speakers: Stefania Craxi, Senatrice FI, già Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri, Mattia Mor, Deputato Italia Viva, Marco Lombardi, Professore Ordinario e Direttore del Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica, Direttore di ITSTIME (Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies), Italo Soncini, Chairman of the BoD Aura S.p.A., Fabrizio Spagna, Presidente Veneto Sviluppo

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